Nel Rinascimento il mangiare bene divenne una vera e propria arte; le vivande erano spesso arricchite da ingredienti costosi quali le spezie orientali e lo zucchero di canna, che arrivava a Venezia avvolto in foglie di Palma e che veniva impiegato anche per preziose sculture.
In questo periodo vennero importati numerosi prodotti provenienti dal Nuovo Mondo, fra cui mais, patate, pomodori, fagioli, riso e caffè.
Successivamente acquisì popolarità il commercio delle spezie; queste venivano utilizzate sia in cucina (per conservare alcuni prodotti o per alterarne il sapore) che in medicina.
Data la vicinanza al mare, la maggior parte dei piatti aveva a che fare con il pesce e spesso conteneva olio d’oliva, aceto, aglio e prezzemolo; fra i piatti più in voga vi erano il risotto al nero di seppia e le sarde in saor, ovvero sardine fritte e macerate con cipolla, uvetta e pinoli.

